IL MANICOMIO

Una breve storia di Colin G Brown

The Asylum – Urban Myth or Reality?

Le persone sono state avvisate, raccontate degli orrori da precedenti coppie che si sono avventurate lungo la strada tortuosa e scura fino al manicomio sulla collina. Erano solo miti urbani? o eventi veri che erano così macabri, i sopravvissuti non volevano rivisitare il puro terrore che hanno sopportato, anche solo pensare che fosse troppo.

Ci stavamo frequentando da qualche mese quando, per scherzo, Stephen disse: “Ehi, perché non andiamo a fare un giro fino alla guardia d’asilo?”

Ero molto riluttante ad andare lassù dopo le storie che avevo ascoltato a scuola, ma ci andavo d’accordo perché mi piaceva molto ed era un grande giocatore di rugby, cosa poteva andare storto?

Stephen si fermò a casa dei miei genitori poco prima delle 20:00, guidò una tenuta Volvo nera di proprietà di suo padre. Stephen bussò alla porta e io risposi, la mia gente venne alla porta e salutò Stephen, rimasero in piedi a chiacchierare con noi sulla veranda prima che ci salutassimo. Disse a papà che si sarebbe preso cura di me e che mi avrebbe fatto rientrare entro le 22.30 perché era una sera di scuola e gli esami finali si stavano avvicinando rapidamente.

Percorremmo Drury Lane e attraversammo la città, mentre ci avvicinavamo allo svincolo per l’asilo, i lampioni della città iniziarono lentamente a scomparire finché non guidammo nell’oscurità quasi totale. Svoltammo a sinistra su Gallows Hill Drive, il mio cuore iniziò a battere leggermente più veloce ricordando le storie. Mi sono detto che tutto andava bene, eravamo in una macchina nuova e stavo seduto accanto a un ragazzo grosso che poteva gestirsi bene.

Mentre facevamo il giro di una leggera curva, qualcosa saltò fuori di fronte a noi, era una volpe o una persona?

‘Hai visto che ?’ disse Stephen

“Sì” dissi, stropicciandomi gli occhi

Continuò su per la strada che ora era diventata ghiaia e molto più rumorosa. Il suono del metallo blu che colpiva la parte inferiore della macchina era come una pioggia di meteoriti dal basso.

“CRASH” il parabrezza si frantumò, mentre giravo a destra per guardare Stephen, tutto ciò che potevo vedere era un fitto albero bagnato coperto da centinaia di ragni neri, si era fatto strada attraverso il parabrezza, tra i sedili e proprio dietro la macchina, sangue e budella di ragno giallo erano schizzati su tutti i sedili di pelle color crema.

Stephen non ebbe altra scelta che fermarsi nel mezzo di Gallows Hill Drive. I ricordi delle storie che mi scorrevano per la testa, i miti urbani, qualunque fosse il cazzo che avevano iniziato a diventare la nostra realtà. Stephen scese dall’auto e chiuse la portiera.

Ci fu silenzio, così silenzioso da assordare, tutto ciò che sentii fu una leggera brezza che fischiava attraverso la fessura tra il parabrezza in frantumi e il gigantesco albero che si era fatto strada, i ragni erano dappertutto nella cabina come un peloso nero eruzione cutanea. Cominciò a piovere, sentivo le grosse gocce che colpivano il vetro sul tetto apribile proprio sopra la mia testa. Ci fu un “THUD” onnipotente seguito da altri due forti rumori, un’ombra guizzò attraverso il cruscotto dell’auto, la radio si accese, il bagliore illuminò la cabina e poi si spense di nuovo … “THUD” Oh dio questo era uno dei storie che avevo sentito, vivevo un incubo.

Ho ripercorso la storia attraverso la mia testa – Una giovane coppia si rompe, L’uomo esce, La donna in macchina sente un tonfo sordo sul tetto, esce per indagare e vede un paziente fuggito dal manicomio sul tetto. Ha decapitato il suo partner e sta sbattendo la testa sulla cima della macchina. Dovrei uscire? Cosa vedrò se esco da questa macchina?

All’improvviso sentii qualcosa di stretto intorno alla mia gola, mi stava quasi stringendo le vie respiratorie mentre alzavo le mani, sentivo grandi mani calde, erano le mani di Stephen, eravamo arrivati ​​all’Allerta, mi ero lasciato andare, ho solo sorriso e taciuto.

Ho sentito un suono di risata, mi sono girato alla mia sinistra e ho guardato fuori dalla finestra, c’era un uomo lì che mi fissava masticando quello che sembrava un bulbo oculare umano, stavo sognando? Questo mito urbano o realtà? Mi sentivo strisciare su di me e quell’odore, cos’era quel fottuto odore orribile, guardavo bene, l’albero era sparito, il busto di Stephen era legato al sedile del conducente, la testa mancante alle spalle, c’erano cose che strisciavano fuori da dove il suo Una volta la gola era… Ho guardato di nuovo a sinistra fuori dalla finestra, l’uomo non c’era più, questa volta c’erano barre, barre d’acciaio galvanizzate, ho sentito una sensazione calda, ho aperto gli occhi sulla realtà di una cella imbottita e un giacca dritta, il mio mito urbano, la realtà era che ero stato confinato in un manicomio.